• 01UZ

    CENTRAL ASIA

  • 02UZ

    VERSO IGOUMETSIA

  • 03UZ

    BATUMI GEORGIA BORDER

  • 04UZ

    PIANO REGOLATORE SOVIETICO - GEORGIA

  • 05UZ

    AMMIRAGLIA NELLA CAMPAGNA GEORGIANA

  • 06UZ

    MELONE TIME A GOMI - GEORGIA

  • 07UZ

    CASA DI STALIN - PIAZZA DI GORI

  • 08UZ

    FORTEZZA DI ANANURI - CAUCASO

  • 09UZ

    GROZNY - CECENIA

  • 10UZ

    STEPPA DELLA CALMUCCHIA - FED. RUSSA

  • 11UZ

    OSPITI A LAGAN

  • 12UZ

    RAGAZZA DI LAGAN

  • 13UZ

    PONTE SUL VOLGA DOPO ASTRAKAN

  • 14UZ

    CONFINE FEDERAZIONE RUSSA - KAZAKHSTAN

  • 15UZ

    CAMMELLI NELLA STAPPA KAZAKA

  • 16UZ

    CENTRO DI ATYRAU

  • 17UZ

    STRADA DA ATYRAU VERSO AKTOBE

  • 18UZ

    TRAMONTO NELLA STEPPA VERSO BEYNEU

  • 19UZ

    PISTA DA BEYNEU VERSO IL CONFINE UZBEKO

  • 20UZ

    QUEL CHE RESTA DEL LAGO ARAL

  • 21UZ

    CENTRO DI NUKUS - UZBEKISTAN

  • 22UZ

    VERSO KHIVA

  • 23UZ

    AMUR DARYA - AFFLUENTE SUD DEL LAGO ARAL

  • 24UZ

    SCUOLA CORANICA DI KHIVA

  • 25UZ

    PORTA OVEST DI KHIVA

  • 26UZ

    CHIACCHIERE NELLE VIA DI KHIVA

  • 26AUZ

    RAGAZZE IN COSTUME

  • 27UZ

    TRAMONTO SULLE LE MURA DI KHIVA

  • 28UZ

    KHIVA - PANORAMICA AL TRAMONTO

  • 29UZ

    PICCOLO VENDITORE

  • 30UZ

    MERCATO SUBITO FUORI LE MURA

  • 31UZ

    LA CERETTA NOOOO!!!!

  • 32UZ

    SULLA PORTA DI CASA

  • 33UZ

    LE PRIME OMBRE DELLA SERA

  • 34UZ

    NOTTURNO ALLA PORTA OVEST

  • 35UZ

    KHIVA ORIENT STAR HOTEL

  • 36UZ

    DAL MIO BALCONE

  • 37UZ

    KYZYLKUM DESERT

  • 38UZ

    ARRIVO A BUKHARA

  • 39UZ

    CENTRO STORICO DI BUKHARA

  • 40UZ

    GIOCATORI AL LYABI HAUZ

  • 41UZ

    PANORAMA DI BUKHARA

  • 42UZ

    TURISTI DAL BASSO NELLA MOSCHEA

  • 43UZ

    FAMIGLIA NAIF

  • 44UZ

    CENTRO DI BUKHARA DALLA CITTADELLA

  • 45UZ

    INGRESSO DELLA FORTEZZA

  • 46UZ

    VENDITRICE DI SETA

  • 47UZ

    LYABI HAUZ IL FANTASTICO CENTRO DI BUKHARA

  • 48UZ

    LA MIA AMICA RITRATTISTA

  • 49UZ

    ARRIVO A SAMARCANDA CON AMMIRAGLIA

  • 50UZ

    GIOCHI DI LUCE AL REGISTAN

  • 51UZ

    PROVE DEL FESTIVAL AL REGISTAN

  • 52UZ

    CAMERA DI STUDIO (REGISTAN)

  • 53UZ

    INTERNO SCUOLA CORANICA DEL REGISTAN

  • 54UZ

    SHAH I ZINDA

  • 55UZ

    MATRIMONIO ALL OSSERVATORIO DI ULUGBEK

  • 56UZ

    OSSERVATORIO DI ULUGBEK

  • 57UZ

    PANETTIERA AL MERCATO DI SAMARCANDA

  • 58UZ

    FRUTTIVENDOLA AL MERCATO DI SAMARCANDA

  • 59UZ

    MERCATO DI SAMARCANDA

  • 60UZ

    BIBI KHANIM

  • 61UZ

    PROVE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE AL REGISTAN

  • 62UZ

    BACKSTAGE

  • 63UZ

    IL REGISTAN IN TUTTO IL SUO SPLENDORE

  • 64UZ

    IL CIELO DELLA STEPPA KAZAKA

  • 65UZ

    BAYKONOUR

  • 66UZ

    AMMIRAGLIA ALLA BASE SPAZIALE DI BAYKONOUR

  • 67UZ

    STEPPA VERSO ARALSK - KAZAKHSTAN

  • 68UZ

    IL VENTO TOSSICO DI ARALSK

  • 69UZ

    INGRESSO DI ARALSK

  • 70UZ

    CASA DIROCCATA NELLA STEPPA  KAZAKA

  • 71UZ

    T.A. NELLA STAPPA CON TANICHE DI SCORTA

  • 72UZ

    NUBI MINACCIOSE AL TRAMONTO - STEPPA KAZAKA

  • 73UZ

    DOPO LA TEMPESTA

  • 74UZ

    LA CAMPAGNA RUSSA VERSO LA CAPITALE

  • 75UZ

    LA MIA T.A. A MOSCA DAVANTI AL KREMLINO

  • 76UZ

    LA T.A. A MOSCA DAVANTI A SAN BASILIO

  • 77UZ

    DA MOSCA VERSO LA LETTONIA

  • 78UZ

    LA CAMPAGNA LITUANA

  • 79UZ

    CRACOVIA - POLONIA

  • 80UZ

    LE CARROZZE DI CRACOVIA

  • 81UZ

    LA LUNA SULLA PIAZZA DI CRACOVIA

  • 82UZ

    TORRE CIVICA DI CRACOVIA

  • 83UZ

    VERO TURISMO... MICA NOI

  • 84UZ

    MINIERA DI SALE

  • 85UZ

    GROTTA NELLA MINIERA DI SALE

  • 86UZ

    CONDUCENTE DI CARROZZA A CRACOVIA

  • 87UZ

    SALTIMBANCO UOMO UCCELLO

  • 88UZ

    PRIMO PIANO DI ARTISTA DI STRADA

  • 89UZ

    AUSCHWITZ

  • 90UZ

    RECINZIONE DI AUSCHWITZ

  • 91UZ

    BIRKENAU ARRIVO DELLA FERROVIA

  • 92UZ

    ALLOGGI DI BIRKENAU

  • 93UZ

    MAURO MANA

  • 94UZ

    DAVIDE TRANSALP

ASIA CENTRALE IN MOTO - SILK ROAD EP. II - RACCONTO DI VIAGGIO

L'introduzione l'avete vista nella home e quindi direi di passare subito ai dettagli tecnici e al racconto di viaggio, non prima di ricordare che l'Ammiraglia, la T.A. è alla prima uscita nella nuova configurazione 2016 con sospensione posteriore Ohlins, cavalletto centrale, scarico Arrow, interamente verniciata e con il "core", (frizione e parti di consumo) rigenerato.

Documenti necessari:

  • Passaporto valido
  • Doppio visto per la Federazione Russa
  • Visto per Uzbekistan
  • Assicurazione personale
  • Assicurazione per la moto in Federazione Russa
  • Assicurazione per la moto in Uzbekistan
  • Fotocopie di tutti i documenti
Adesivo 30 10 Asia Centrale

Attrezzatura Fotografica al seguito:

  • Nikon D800
  • Nikon D200
  • Nikkor 18/300 VR
  • Nikkor 17/35 f 2,8
  • Nikkor 80/200 f 2,8
  • Nikkor 50 mm f 1,4
  • Action Eyecam
Leggendo il racconto di viaggio puoi orientarti meglio guardando il percorso dell' andata e del ritorno

 

Giorno  1   3 agosto   Russi - Ancona   km. 150

Mi incontro con Simone a Cesena nord verso le 10 e procediamo verso Ancona dove ci imbarcheremo per Igoumenitsa. Intanto che aspettiamo l'imbarco, gli adesivi di Samarcanda sulle borse suscitanoDVD 0649 curiosità da parte degli altri motociclisti. Chiacchieriamo attorno alla piscina del traghetto per un bel pò senza disdegnare la solita Pita-Giros del bar all'aperto. Uno splendido tramonto ci accompagna a sera e dopo una veloce cena al self ci accomodiamo con i sacchi a pelo sulle comode panche, furbescamente occupate all'imbarco, del passaggio ponte.

Giorno 2   4 agosto   Igoumenitsa - Istanbul   km. 1000

Sbarchiamo in perfetto orario. Il tempo è ideale e la temperatura perfetta, alle 3 del pomeriggio siamo alla frontiera turca. Visti gli ultimi tafferugli a Istanbul decidiamo di fermarci sul mar di Marmara, circa 50 km dopo. Una decisione presa a malincuore visto che il centro di Istanbul rimane sempre uno dei luoghi più belli del mondo. Troviamo un buon motel al lato della freeway (ce ne sono molti in questa zona) cena a base di pesce e via a riposare, domani ci aspetta un'altra tappona verso il Mar Nero e la Georgia.

Giorno 3   5 agosto   Istanbul - Giresun   km. 900

Alle 9 siamo già in sella, e puntiamo su Samsun, il tempo ci assiste per un tratto poi nei pressi del bivio per Amasya un veloce quanto violento temporale ci costringe a rallentare, una piccola soste perDVD 0659 fotografare i nuvoloni neri appena passati e riprendiamo il viaggio, il clima verso il Mar Nero è così... molto variabile. Passata Samsun è tutta litoranea sul Mar Nero, una strada un pò trafficata ma sufficentemente scorrevole con diversi tratti a 4 corsie. Verso sera, solito motel lungola strada, questa volta è abbastanza lussuoso e con una decisa contrattazione riusciamo a spuntare un buono sconto.

Giorno 4   6 agosto   Giresun - Kutaisi   km. 490

Stamattina il tempo è variabile, parto con la tuta da acqua, la toglierò solo verso il confine georgiano. Il confine Turchia/Georgia è un caos indicibile: una fumosa galleria stipata di auto e camionDVD 0672 immette alla frontiera, facciamo lo slalom conle moto in mezzo ad automezzi fermi chissà da quanto tempo. Incredibilmente le pratiche sono velocissime, i passaporti comunitari hanno la corsia preferenziale. Dall'altra parte una fila di bar con "milf" georgiane sedute in attesa di "lavoro", scattiamo qualche foto ricordo e proseguiamo, il primo tratto della E70 è stretto, impervio con curve continue, poi si immette nella E60 e una bella strada a 2 corsie taglia la campagna georgiana fino alla città scelta per la sosta: Kutaisi, una città post sovietica... non proprio bellissima. Non ci perdiamo d'animo e a notte fonda troviamo un bel ristorante tipico locale: cena e simpatia del personale da 10 e lode.

Giorno 5   7 agosto   Kutaisi - Gori   km. 250

Ci svegliamo presto decisi a puntare la frontiera con la Federazione Russa, ma le cose non andranno proprio così... colpa di google maps. Infatti incappiamo in un fuori rotta di circa 100 km per via diDSC 0089 un'accesso chiuso dai militari: questione delle diatribe fra Ossezia del Nord e Ossezia del Sud. Guidiamo attraverso le montagne della Georgia e quando la strada diviene sterrata, un posto militare ci avverte che il confine è chiuso. Torniamo sulla E60 e procediamo verso Gori, la città natale di "Baffone" Giugiasvivi detto Stalin. Sulla piazza del paese hanno trasportato la casa dove è nato Baffone e l'hanno trasformata in un museo. L'hotel in centro è a dir poco deprimente, in compenso alcuni scorci di Gori sono veramente belli. Passiamo la serata passeggiando sulla piazza principale in mezzo ad un piccolo luna park anni 50. In ogni caso abbiamo perso un giorno sulla tabella di marcia.

Giorno  6   8 agosto   Gori - Vladikavkaz   km. 240

Oggi entreremo per la prima volta nella Grande Madre Russia, confesso che un pò di emozione ce l'ho. Prima di Tbilisi deviamo per la E117 che attraversa il Caucaso e ci accompagnerà fino a Vladikavkaz.DVD 0726 Trattasi di una ex strada militare sovietica che attraversa l'Ossezia, peccato per la giornata grigia e a intermittenza anche piovosa, alcuni scorci sembrano veramenti affascinanti. Sosta obbligatoria alla Chiesa-Fortezza ortodossa di Ananuri, ben conservata spicca sul paesaggio all'estremità di un lago dalle caratteristiche alpine. Sono 2200 i metri del valico sul Caucaso, montagne arrotondate erbose, penso che le nostre Dolomiti sono altra cosa, la Trans Alp mi da qualche problema di carburazione dovuta all'altura ma nulla di preoccupante. L'arrivo in frontiera ci è segnalato da circa 10 kilometri di auto e camion in sosta e da numerosi litigi fra i conducenti, passiamo oltre non senza difficoltà e iniziamo le quasi 3 ore di burocrazia che saranno necessarie per passare nella Federazione Russa. Nel vederci lo stupore dei russi è evidente, ci raggiunge una ragazza che in perfetto inglese ci chiede: come mai ora che non abbiamo amici in occidente venite in Russia? La mia risposta è immediata: "non sempre i governanti rispecchiano i sentimenti popolari" lei annuisce e mi dice: vedrete, gli abitanti di questa zona della Federazione Russa sono cordialissimi, buon viaggio. Con l'aiuto di un camionista turco compiliamo una serie di moduli in cirillico in triplice copia senza carta copiativa e infine dopo una garbata protesta che è valsa una lavata di capo ad un operatore finalmente passiamo. Ha smesso di piovere, arriviamo in fretta a Vladikavkaz, le insegne sono tutte in cirillico, una persona incontrata in un'area di servizio ci scorta in un albergo del centro. Serata tranquilla in wi-fi con casa.

Giorno 7   9 agosto   Vladikavkaz - Lagan   km. 550

Decidiamo di puntare Astrakan attraversando la temuta Cecenia per la E119: la via più breve. Non sapevamo delle numerose interruzioni... Passiamo Grozny, una estesa città dalle architetture modernissime eDVD 0812 ci fiondiamo verso nord, la strada prosegue attraversando piccoli paesi di campagna, una specie di anticamera della steppa. Nei pressi di Artezian la E119 è interrotta, pensiamo ad una deviazione di qualche kilometro per aggirare la cittadina, niente di più sbagliato, la strada si infila per 80 km nella steppa par poi ritornare verso la costa, totale 150 km in più. Le prime ombre della sera ci sorprendono nei pressi di Lagan, avamposto buddista dimenticato da dio senza uno straccio di albergo. Mentre facciamo benzina e parliamo sul da farsi, una famiglia di origini mongole si offre di ospitarci per la notte: accettiamo senza indugio, si rivelerà una scelta azzeccatissima. Serata indimenticabile con la famiglia al completo parlando di noi e di loro con Vadim, l'unica che parla inglese. Mi offrono anche il loro letto ma rifiuto e occupo il divano, tanto io dormo ovunque.  

Giorno 8  10 agosto   Lagan - Vatazhnoye   km. 500

L'idea è di arrivare ad Atyrau in Kazakhstan, ma la E119 è ancora piena di insidie, la faccio breve, 2 interruzioni con strada sterrata e sabbiosa (non abbiamo gomme scolpite) ci inducono a deviare in mezzoDVD 0841 alla steppa e arrivare ad Astrakan per la A216 che arriva da Elista: 250 km in più. Al bivio Elista - Astrakan simone mi affianca fa segno di fermarmi e mi dice: abbiamo già perso 2 giorni sulla tabella di marcia, io torno indietro, io rispondo, dopo 4000 km non ci penso neanche. Ci salutiamo cordialmente senza rancore e procedo per Astrakan, intendiamoci, mi spiace che la compagnia si interrompa, abbiamo fatto diversi viaggi insieme ma dopo aver preparato il viaggio per un inverno, l'idea di abbandonare per qualche difficoltà non mi ha neppure sfiorato. D'altra parte il Marocco l'anno scorso l'ho fatto in solitaria quindi... calma e concentrazione. Una steppa tempestata di piccoli laghi salati mi accompagna ad Astrakan, nella zona del delta del Volga, anche qui altro problema, il ponte principale della città è interrotto e un russo, vistomi in difficoltà mi disegna una mappa su un foglio di carta e mi accompagna per un tratto. Esco da Astrakan in pieno delta del Volga, la campagna al tramonto è spettacolare, dopo un ponte bailey entro in Vatazhoye e trovo con non poca fatica l'unico "hotel" del paese, pieno di camionisti russi e turchi, stanza deprimente piena di zanzare, sarà un tormento per tutta la notte, a queste l'autan gli fa un baffo! Alla fine ho dormito nel sacco a pelo con l'aria condizionata al max.

Giorno 9  11 agosto   Vatazhnoye - Atyrau   km. 350

Un lungo ponte su un braccio del Volga conduce al confine Kazako. Le pratiche di ingresso sono velocissime e dirigo verso Atyrau. La strada è un incubo: asfaltata ma con innumerevoli creste e buche ove entraDSC 0275 mezza ruota, proseguo a 50/60 orari facendo lo slalom, vedo i primi pozzi di petrolio in mezzo alla steppa disseminata di laghi cammelli (a 2 gobbe) e cavalli allo stato brado.Arrivo ad Atyrau poco dopo mezzogiorno, decido di fare una sosta per riconsiderare il percorso e riordinare le idee. Il centro città è modernissimo con architetture nuovissime diciamo... post sovietiche, in albergo mi attacco a google maps e traccio un paio di mappe una alternativa all'altra: una in senso orario verso Aktobe per poi scendere per la M32 verso Samarcanda e l'altra in senso antiorario per entrare in Uzbekistan da ovest, chiedo informazioni sulle strade e mi dicono che ambedue le soluzioni sono con ottime strade asfaltate: bugia!!! Trascorro la serata in piazza giocando a freccette in un luna park per bambini e prendendo qualche foto. In albergo studio le carte e decido per il percorso in senso orario verso nord: me ne pentirò.

Giorno 10  12 agosto   Atyrau - Beyneu   km. 700

Dirigo verso Aktobe, già fuori Atyrau per trovare la strada, che inizia nei pressi di uno stabilimento Gazprom, devo fare un kilometro attraverso la steppa, faccio 50 km di asfalto con buche poi la strada diventaDSC 0282 sterrata, dopo altri 50 km circa mi fermo per chiedere info, due samaritani con un pulmino si fermano e mi dicono "Aktobe 500 km no asphalt and no benzin". Maledico immediatamente il personale dell'albergo della sera prima e torno sui miei passi decidendo (e fai diverso) di andare per la rotta ovest, morale terzo giorno perso. Effettivamente avevo letto un forum del 2013 di un motociclista inglese che parlava di 200 km terribili e altri 300 terrificanti ma il mio ottimismo mi aveva fatto pensare, l'avranno asfaltata!!! In compenso la strada che da Atyrau va verso Beyneu è un biliardo, sono cotto, mi fermo nel primo albergo a destra di Beyneu, gestito da 3 chiamiamole... bellezze locali. Cucinano la cena solo per me, parlano solo russo, sridacchiano e ammiccano, sono terrorizzato (sto esagerando) bevo birra fino a notte, le fotografo e mando la foto a parenti a emici, non ti dico gli sfottò! Il tramonto nella stappa era stato di quelli "rosso di sera buon tempo si spera" quindi domattina mi sciropperò gli 80 km di pista per arrivare in Uzbekistan.  

Giorno 11  13 agosto   Beyneu - Nukus   Km. 550

Faccio il pieno, imbocco pista per l'Uzbekistan, i primi 2 km terrificanti con buche che ci potresti annegare, poi 20 km di asfalto... fino al solito stabilimento Gazprom poi 60 km di pista battuta con qualche bucaDSC 0306 e qualche lingua di sabbia, considerando la sosta nei pressi di un camion finito fuori strada, la percorro in poco più di un'ora quasi sempre in piedi sulle staffe perchè c'è anche un bel pò di tole onduleè. In pieno deserto intravedo 2 costruzioni e una fila interminabile di automezzi, mi fanno cenno di passare oltre e mi faccio vedere da un militare, mi apre il cancello di ferro e mi dice di aspettare, controllo documenti e mi fanno andare nella zona "ha nulla da dichiarare"? Sbrigo le pratiche in poco più di mezz'ora, manca la firma del capoposto che però... è andato in pausa pranzo: 1 ora seduto ad aspettare, poi arriva sorridente, mi fa aprire 2 borse, guarda le macchine fotografiche, firma e mi dice "have a nice trip". Duecento kilometri di strada diritta in unpaesaggio a metà fra deserto e steppa, di benzina neppure l'ombra, la compro a prezzi europei in un ristorante diroccato, siamo sicuramente verso i 40 gradi, ne approfitto per farmi un litro di integratori e riparto, stare fermi con l'abbigliamento da moto è un'impresa. Arrivo nella zona del Lago d'Aral, peccato che la strada per Monyaq è chiusa per i lavori della nuova autostrada, mi accontento di vedere quello che era il bacino dell'Aral Sea da lontano. Una precisazione, corre voce che il governo Uzbeko lasci seccare tutto il Lago perchè il sottosuolo è pieno di gas e petrolio e ha minori costi di estrazione; il prezzo? si è creata una zona climatica desertica con polveri tossiche ma questo forse il popolino non lo sa, d'altra parte con un affluente come l'Amur Darya non si capisce come si possa seccare.  Trovo altra benzina a un distributore anni 60 con erogazione a manovella così posso arrivare comodamente a Nukus, il problema della benzina mi accompagnerà per tutto l'Uzbekistan e parte del Kazakistan. Arrivo quando fa buio, trovo un hotel sovieticissimo a fianco di un ristorante tipico. è quanto mi basta.

Giorno 12  14 agosto   Nukus - Khiva   km. 200

Stamattina sono un pò triste, i crateri di Darwaza in Turkmenistan sono a meno di 200 km, avendo fatto il tour da ovest non ho potuto fare il visto a Taskent, poco male, sarà per "Silk Road ep III".DSC 0350 Prima di partire faccio un giro per Nukus, una deprimente città con ancora evidenti i segni del passato regime sovietico. Parto per Khiva, guido rilassato, oggi i kilometri sono pochissimi, Arrivo verso mezzogiorno, un giro panoramico attorno alle mura della città vecchia poi cerco la famosa porta ovest. Mi offrono un posto in dormitorio a 5 euro per una notte e una camera per la seconda notte a 15 euro. Opto sicuramente per i 45 euro dell'Orient Star con vista panoramica sulla Main Street e garage per l'Ammiraglia, subito dentro le mura adiacente alla porta ovest, un'ex scuola coranica convertita in hotel. Mi rilasso un attimo poi inizio a vagare per Khiva: spettacolare, ogni angolo una sorpresa. Persone disponibili e sorridenti, felici di essere fotografati e con voglia di comunicare, cosa puoi chiedere di più? Il personale dell'albergo mi ha indicato un luogo panoramico da cui si vede tutta la città vecchia dall'alto, la luce calda del tramonto dipinge gli edifici entro le mura e le prime ombre della sera aggiungono un qualcosa di misterioso ed emozionante. La sera la trascorro con una coppia, lui Milanese lei Tedesca anche loro fai da te ma senza moto, la Bonneville l'hanno lasciata a casa. Peggio per loro

Giorno 13  15 agosto   Khiva

Intera giornata dedicata a Khiva. Vago per la città initerrottamente curandomi solamente di cambiare l'ottica della mia Nikon per avere sia campi larghi per i paesaggi che primi piani per le personeDVD 1073 che, come ho già detto non mostrano alcuna reticenza. I mercati dell'Asia Centrale sono anche questi divisi per settore merceologico come quelli arabi, ma più ordinati e meno caotici, inoltre il visitatore non viene assalito da orde di venditori. Trascorro un paio d'ore anche a spasso per la zona abitata di khiva, per intenderci non quella prettamente turistica, e riesco a rubare qualche ritratto veramente molto interessante. Il personale dell'albergomi avvisa che fino a Bukhara attraverso il deserto del Kyzylkum non c'è benzina, urge taniche di scorta per benzina, la compro da un privato amico del fac-totum dell'hotel, 2 taniche da 5 litri cad. fissate sulle borse della T.A. con il nastro americano ma di questo parleremo domani. Verso sera dedico tutto il mio tempo a fotografare durante l'ora blu, in questa situazione Khiva da veramente il meglio di se: le strade sono semideserte e un cielo incredibilmente blu fa da sfondo alle innumerevoli luci verdi rosse e blu che dipingono la città. Non so se ho reso l'idea ma è una roba veramente spettacolare. Serata a base di spaghetti per 30 persono, preparati dalla compagna tedesca dell'amico milanese.

Giorno 14  16 agosto   Khiva - Bukhara   km. 470

Alle 7 faccio già colazione ed ho la moto carica, rimangono da fissare per bene le taniche della benzina, è un'operazione nuova per me e mi porterà via quasi un'ora, taniche fissate sulle borse laterali eDSC 0766 specchietti regolati in modo che possa sempre controllare che sia tutto ok. Sono un pò preoccupato quindi calma e concentrazione, i primi 100 km sono tranquilli su strade normali poi dopo un ponte in costruzione, costeggiando un canale guido nei 30 km più terribili che abbia mai fatto, sterrato con sabbia e buche a voragine, camion che procedevano a passo d'uomo con un polverone incredibile e temperatura oltre i 40, era l'inizio del deserto del Kyzylkum, improvvisamente mi immetto in 100 km di autostrada appena costruita, una pacchia, anche con qualche area di servizio. Finita la highway 150 km di autostrada in costruzione, mi spiego, in alcuni tratti avevano fatto il fondo ma facevano passare da fuori per le carraie segnate dai camion negli altri avevano tolto quello vecchio quindi un misto di sterrato e asfalto distrutto; durante una sosta in "autogrill" necessaria per rabboccare il serbatoio con le taniche supplementari incontro 2 ciclisti inglesi, erano partiti in aprile e contavano di ritornare in ottobre. Morale della favola, arrivo a Bukhara che sono quasi le 5 del pomeriggio. Guido attraverso il fantastico centro storico in cerca del Liaby Hauz, il vero centro di Bukhara, li è pieno di alberghi e guest house. Trovo un ottimo hotel per i soliti 40/45 euro ma con parcheggio non custodito e una mediocre guest house con possibilità di avere la T.A. sotto la finestra della camera all'inerno del cortile chiuso, la scelta si fa da se... cmq. mi faccio cambiare gli asciugamani, sapevano di muffa. Doveroso il controllo alla T.A. il deserto non ha lasciato segni tangibili, pulizie di routine, catena e dischi dei freni. Il Lyabi Hauz è il vero crocevia di Bukhara, un laghetto illuminato magistralmente nella piazza principale, qui la gente si ritrova per giocare, chiacchierare, cenare, insomma per passare il tempo durante tutta la giornata. La sera me la gioco nel miglior ristorante di Bukhara sul laghetto di Lyabi Hauz ottimizzando i miei 9 euro in una cena memorabile.

Giorno 15  17 agosto   Bukhara

Il centro storico di Bukhara non è immenso quindi mi alzo con calma e inizio a girovagare, assistito dalla guida Lonely Planet. Visito qualche moschea e una scuola coranica, poi dirigo verso la cittadellaDVD 1245 fortificata posta subito fuori dal vero centro storico, la visito, sicuramente la più bella che abbia visto in oriente ma poi preferisco intrattenermi a parlare con le persone, il popolo uzbeko da l'idea di essere abbastanza soddisfatto di come vive, o almeno questa è l'impressione che da. Dal piazzale della cittadella, girandosi verso il centro si gode di una vista spettacolare: la luce calda del tardo pomeriggio scalda gli edifici della città vecchia sui quali svettano le caratteristiche cupole verdi e blu di Bukhara, una favola. La sera naturalmente ristorante del Lyabi Hauz, stesso menù 2 euro in più... una specie di magia. Finita la cena pensando a Bukhara e Khiva tutte meravigliosamente restaurate, la mente mi corre alle nostre meraviglie italiane che cadona a pezzi, bah! Reincontro la mia amica ritrattista e per un'oretta le faccio da promoter andando a far vedere i suoi lavori nei tavoli dei turisti, un modo come un'altro per divertirsi un pò: le trovo 3 clienti. Verso mezzanotte, la gente pian piano sparisce così mi ritiro anch'io, domani Samarcanda!

Giorno 16  18 agosto   Bukhara - Samarcanda   km. 280

E' il gran giorno del mito sulla via della seta: Samarcanda, la città che evoca miti e battaglie fin dai tempi di Gengis Khan, lascio Bukhara anche qui un pò a malincuore, nell'unica area di servizio con benzinaDVD 1353 trova una fila kilometrica ma gli Uzbeki mi fanno passare, guido in tranquillità gustandomi il paesaggio e i paesi lungo la M37. Vengo affiancato da un biker uzbeko incurosito e si offre di scortarmi al Registan. Arriviamo nel primissimo pomeriggio, saluto il mio accompagnatore e dirigo versol'Asia Hotel, a 5 minuti dal Registan, dopo una lunga contrattazione spunto parcheggio interno custodito e 50 euro la camera con colazione da nababbi. Nel pomeriggio mi oriento un pò per pianificare il giorno dopo. Il monumetale centro storico di Samarcanda a differenza di Khiva e Bukhara è molto esteso e alcuni edifici in restauro. Il complesso del Registan, vero ritrovo di tutta Samrcanda, restaurato agli inizi del secolo scorso, è imponente e meraviglioso. Audaces fortuna juvat, infatti la Registan stanno facendo le prove per il festival internazionale della canzone, lo vedrò come nessuno l'ha mai visto, illuminato con un numero impressionante di luci di scena che cambiano a tempo di musica.

Giorno 17  19 agosto   Samarcanda

Intera giornata dedicata alla visita di Samarcanda. Inizio dal Registan, per la concomitanza con il festival aperto ai turisti solo la mattina, predo la guida, si rivelerà indispensabile per capire la storia delDVD 1494 complesso e le successive trasformazioni. Poi passo al mausoleo di Tamerlano, chiuso per riprese televisive, poco male, la Lonely Planet dice che all'interno non è gran che. Torno sui miei passi e vago a piedi per un paio d'ore. poi affitto un taxi per un paio d'ore e visito nell'erdine: ila bellissima Shah i Zinda, un corridoio di mausolei ornati con maioliche policrome di pregevole fattura, l'osservatorio di Ulugbek, e il mercato. Il vasto mercato di Samarcanda non è ricavato da un souk come quelli arabi ma ha una sua struttura propria, diviso per settori, in gran parte al coperto, la zona pullula di cambiavalute clandestini e ne approfitto. Scambio alcune battute con i commercianti, nessuno protesta per le foto che scatto. Aspetto poi il tramonto steso all'interno del mausoleo di Bibi Khamin. La sera manco a dirlo davanti ai fasci diluce che a intermittenza illuminano il Registan, faccio amicizia con 2 poliziotti e riesco a scattare qualche foto da posizioni privilegiate.

Giorno 18  20 agosto   Samarcanda 

Oggi decido di proseguire l'usanza inaugurata in Marocco, un giorno di ozio assoluto, in albergo mi trascino fra la piscina, la hall e ancora la piscina organizzando il viaggio di ritorno, vorrei raggiungere Termez,DVD 1532 ma il personale dell'Hotel mi sconsiglia di farlo da solo, il confine Afgano è spesso zona di disordini e frequentato da clandestini non proprio raccomandabili, quindi punterò direttamente verso nord. Nel pomeriggio torno al mercato per acquistare le famose sete di Samarcanda, i prezzi sono talmente bassi che compro senza contrattare dai commercianti più simpatici. Samarquand, è una città divisa in 3 parti, la monumentale con tutto il centro storico, la parte ex sovietica con tutti gli hotel e i ristoranti più lussuosi e la parte popolare, resa quasi invisibile ai turisti per via di un enorme terrapieno che la nasconde da occhi indiscreti... stanno già imparando il peggio dall'occidente! Ceno nel miglior ristorante della orribile parte sovietica della città poi mi ritrovo con i miei amici poliziotti davanti al Registan illuminato a tempo di musica, non smetterei mai di guardarlo.

Giorno 19  21 agosto   Samarcanda - Shymkent   km. 750

Prendo la M39 verso Taskent per puntare direttamente in Kazakhstan, sopresa, la frontiera di Taskent è chiusa e devo tornare verso sud per 80 km e fare "il giro del colombo" per raggiungere Shymkent. IlDSC 0951 traffico intorno a Taskent è bestiale, molti lavori in corso con code lunghissime, perdo un sacco di tempo, un'ora abbondante di frontiera e via per strade secondarie spesso interrotte, morale arrivo a Shymkent quando è buio pesto. Qui la piacevole sorpresa, un paio di biker locali mi affiancano mentre procedo lento per cercare un hotel e mi chiedono se ho bisogno di aiuto... certo... un albergo, mi fanno chiedono quanto voglio spendere, dico 30/40 euro.. pollice alzato e segno di seguirli. 5 minuti e parcheggiamo in un bellissimo hotel in centro, mi contrattano il prezzo (28 euro) e mi invitano a cena. Accetto e do loro appuntamento fra 1 ora nella hall. Arrivano in 4, 2 Suzuki, 1 Kawasaki e 1 Honda, salgo con loro, 2 parlano inglese, serata indimenticabile a base di Sashlig birra e wodka: ci diamo appuntamento al 2017 per il Kirghizistan e il Pamir. Prima di salutarci mi mettono in guardia dalla polizia Kazaka, corrotti e sempre pronti a cercare di spillare soldi ai turisti.

Giorno 20  22 agosto  Shymkent - Kyzylorda   Km. 470

Imbocco la mitica M32 che mi porterà fino in Russia. La M32 attraversa tutto il Kazakhstan dal nord-ovest al sud-est, ora completamente asfaltata, come vedremo manca solo qualche distributore... fa parte diDVD 1680 un progetto autostradale Mosca-Pechino: prima o poi! La polizia Kazaka, si hanno tentato 4 volte di estorcermi soldi (e volevano solo Euro) con multe inventate, loro ti farmano, poi si inventano un'infrazione qualsiasi e ti fanno andare vicino alla loro auto, tenuta in disparte e ti dicono che se vuoi il passaporto indietro devi pagare, tu non devi far altro di scrivere su un foglio il numero di targa della loro auto e diventano docilissimi.  Arrivo a Kyzylorda  a metà pomeriggio e decido di fermarmi, la distanza per arrivare a Baikonour, la città successiva è troppa, arriverei a sera. Scelgo il Nomad hotel, un paio di kilometri fuori dalla M32 bel complesso confortevole, dopo la solita contrattazione spunto meno di 50 euro e mi accomodo, camera enorme, doccia con idromassaggio. La sera c'è un matrimonio con relativo ricevimento, limousine per la sposa e una marea di 4x4 degli invitati, roba di lusso. Controllo la T.A., è tutto in ordine domani tappone fino ad Aktobe. Mi faccio un giroper il centro... nulla da segnalare se non che sembra una città non ricca ma benestante.

Giorno 21  23 agosto   Kyzylorda

Mi sveglio presto, carico la moto, ma l'accensione non da segno di vita: batteria andata, la smonto e faccio chiamare un taxi. Mi faccio accompagnare a una rivendita ma di batterie per moto neppure l'ombra,DSC 0957 tempi per farla arrivare 2 giorni. La faccio mettere sotto carica e torno all'hotel, contatto via Whatsapp i biker di Shymkent, mi dicono che in 30 minuti saranno qui dei loro amici. Arrivano in 3, nessuno parla inglese, usiamo il traduttore di google e in casi estremi telefoniamo alla sorella diuno di loro che parla un pò inglese. Recuperiamo la batteria ora carica e andiamo nella loro officina casalinga superattrezzata, roba da far impallidire i meccanici da moto italiani, controllano la batteria, stagnano tutti i cavi di collegamento e mi dicono: tutto ok, ora si va al ristorante a festeggiare! Sembra che le vibrazioni delle piste avessero allentato i morsetti e che ci fossero delle dispersioni. Prima di lasciarci mi danno i loro numeri di cellulare in caso di bisogno e mi avvisano che dopo Aralsk ci saranno 400 km nella steppa senza benzina, gli dico no problem, ormai ci sono abituato. Nonostante tutto non sono tranquillissimo, alle 3 di notte scendo e provo a mettere in moto la T.A., tutto ok!

Giorno 22  24 agosto   Kyzylorda - Aktobe   Km. 1070

Parto alle 6,30, l'aria è ancora frizzante, nella steppa le escursioni temiche sono sempre notevoli. Supero il Siri Darya, affluente nord del Lago Aral e arrivo in prossimità della base spaziale di Baikonour, dallaDSC 0902 M32 si vede la base operativa con alcune grandi parabole, poi dirigo verso l'ingresso. Un paio di poliziotti russi (Baikonour è territorio Russo dato in uso amichevole dal Kazakhstan) mi dicono che non è possibile entrare, occorre una domanda circa 2 mesi prima, sono molto gentili e mi lasciano fare le foto di rito. Proseguendo per Aralsk entro nella zona climatica del Lago Aral del Nord, i venti tossici e la desertificazione si fanno largo nella steppa, mi bruciano gli occhi. Pochi villaggi disseminati nella spetta mi conducono ad Aralsk, un paese spettrale spazzato da venti tossici per 9 mesi all'anno. Il governo Kazako si sta adoperando pr riempire di nuovo l'Aral ma ci vorranno ancora anni. Attraverso il paese fermo la moto dove arrivava il lago, è una tristezza enorme, un paese che viveva di pesca sembra ora l'anticamera dell'inferno. E' ora di andare verso nord, faccio benzina fino all'orlo, aquisto 2 taniche di acqua da 5 lt, le svuoto e le riempio di benzina, il fissaggio con il nastro americano stavolta mi porta via non più di 5 minuti... esperienza! Il cielo si fa minaccioso e la temperatura si abbassa improvvisamente di 20 gradi. Un vento fortissimo annuncia la tempesta che arriverà fra poco, a fatica faccio il rabbocco della benzina, indosso l'antipioggia e proseguo, attraverso il temporale la temperatura penso sia sotto i 10 gradi; arrivo a Karabutak, mentre faccio benzina chiedo di hotel ma mi dicono che ce nesono solo ad Aktobe, altri 200 km e il sole sta tramontando, proseguo ammirando un tramonto rosso fuoco come non l'ho mai visto prima. A 50 km da Aktobe vedo un motel, mi fermo ed entro senza indugio, una schiara di camionisti russi/kazaki si girano e sogghignano... realizzo che le mie chiappe potrebbero essere in pericolo, faccio dietro front e riparto come un fulmine! Vedo il cartello Aktobe che è notte fonda, chiedo a una pattuglia della polizia un buon albergo e loro gentilmente mi accompagnano. E' quasi mezzanotte, mi fanno anche qualcosa da mangiare il personale mi chiede informazioni sul mio tour, non credevano che ero partito dall'Italia: tutto è bene quel che finisce bene. Ora mezz'ora di doccia bollente.

Giorno 23  25 agosto   Aktobe - Samara   Km. 750

Oggi ho tutto asfalto perfetto, controllo la moto, ieri sera ero troppo stanco, pulisco la catena la ingrasso e faccio colazione. Dopo Oral, subisco l'ultimo tentativo di estorsione da parte della polizia Kazaka, maDSC 0836 orami ho troppa esperienza nel campo, si tratta di una postazione fissa allora in assenza dell'auto mi scrivo i loro nomi... ed è fatta. Entro in Russia, il personale di frontiera gentilissimo mi compila anche i moduli in cirillico e un militare mi dice che la frontiera con l'Ucraina sarebbe meglio evitarla in quanto viene chiusa saltuariamente senza preavviso, ok ci penserò stasera sul da farsi. La campagna russa subentra alla steppa, una campagna immensa e ondulata tempestata di boschi, peccato che il cielo sia nuvoloso. Arrivo a Samara, orribile città industriale circondata da miniere di carbone, le ciminiere degli impianti industriali svettano intorno al centro, i migliori hotel sono sulle rive del Volga, seguo il fiume e trovo l'hotel, nei dintorni non ci sono ristoranti quindi acquisto il necessario in un market, birra e pesce sott'olio del Volga, avevo una fame terribile, questo vi basti!Mi connetto e via google maps realizzo che passare da Mosca sono "solo" 400 km in più: obiettivo domani sera sulla Piazza Rossa.

Giorno 24  26 agosto   Samara - Mosca   km. 1070

Spioviggina, indosso l'antipioggia, lo toglierò dopo 300 km, e inforco la M5 che mi porterà fino a Mosca. La campagna Sovietica è dolce, stranne qualche lavoro in corso la strada è tutta ok, quando esce il soleDVD 1694 ne apprezzo bene la bellezza. Attraverso piccoli paesi con case che ricordano il set del Dr. Zhivago e i boschi spezzano la monotonia degli immensi prati ondulati. A 150 km da Mosca un pauroso ingorgo presso una zona industriale mi rallenta la media, passo oltre e a 100 km da Mosca, la strada diventa tutta illuminata e come un biliardo, hai capito Putin... Dal cartello Mosca alla piazza del Kremlino ci sono quasi 30 km, Mosca è una città sterminata e i cartelli naturalmente tutti in cirillico. Fermo un taxi, gli chiedo del Kremlino e luimi dice di seguirlo. La zona della Piazza Rossa con a fianco la Moskova è uno spettacolo forse unico al mondo. Mi fermo decisamente commosso fra San basilio e il Kremlino, prendo foto, filmati e giro senza meta per un paio d'ore, natualmente senza preoccuparmi dell'Hotel: si arrivare sulla Piazza Rossa con la tua moto non ha prezzo, tutto il resto sono chiacchiere! Inizio la ricerca dell'Albergo, provo anche un 5 stelle che, vedendomi sporco e sudato mi dicono "it's full" prima che possa dire mezza parola fuori della porta d'ingresso comunque persone incravattate ammirano la T.A. e l'adesivo Samarquand fa fare qualche wow. Trovo da dormire con il parcheggio interno per la T.A. alle due e mezza di notte, per fortuna Mosca è una città aperta 24 ore al giorno, ceno alle 3.

Giorno 25  27 agosto   Mosca - Dougavpils   km. 820

Dirigo verso la Lettonia per la M9. Seicento kilometri di strada diritta fino al confine lettone. Uscire dalla Federazione Russa è uno scherzo, entrare in Lettonia un pò brigoso, noto che gli automezzi con targaDVD 1727 russa sono controllati minuziosamente. Passo oltre, dapprima continua l'autostrada poi inziano strade secondarie con numerosi lavori in corso. Nei tratti liberi da lavori, curvoni attraverso i boschi invitano a tirare... cerchiamo di non esagerare. Mentre faccio benzina e acquisto una cartina, una gentile signora mi spiega che la strada per Dougavpils è ok e senza problemi. Arrivo in questa cittadina lettone e... il primo albergo a destra è mio. Solita costruzione sovietica con camere spartane ma pulite e sopratutto un'ottimo ristorante. Controllo il percorso del giorno dopo, incontrerò Mauro a Cracovia in Polonia. Per Dougavpils niente da dichiarare.

Giorno 26  28 agosto   Dougavpils - Cracovia   km. 980

Altra tiratona, trovo un traffico della madonna solo nella tangenziale di Varsavia, anche qui lavori in corso con coda kilometrica. Arrivo a Cracovia all'hotel della curia... alle 8 di sera, mio fratello mi aspetta, iDVD 1739l tempo di una doccia, di una veloce cena e facciamo le ore piccole sulla piazza di Cracovia: bellissima. La temperatura è dieale, c'è un sacco di gente, parliamo del viaggio in Asia Centrale, racconto delle bellezze e delle difficoltà che avevo in granparte omesso comunicando con casa. E' un pò come essere a casa, si parla di cosa è successo in questo mese, degli amici e delle rispettive famiglie. Prendiamo un sacco di foto, sono contento di essere in compagnia, io non amo particolarmente viaggiare da solo, succede solo per delle casualità, è che quando faccio un piano anche se qualcuno per i motivi più disparati è costretto a rinunciare, io il piano lo metto in atto comunque.  

Giorno 27  29 agosto   Cracovia

Colazione da nababbi e mezza giornata per la miniera di sale poco fuori Cracovia. Interessante, ci si rende conto di cosa significa aver fatto il minatore, specialmente alcuni secoli fa: alcuni ambienti moltoDVD 1809 suggestivi ma oltre 3 ore di visita per tipi come noi sono troppe. Si tratta di una miniera di sale risalente al XVIII sec e non più operativa dalla fine degli anni 90. Dopo la visita torniamo a Cracovia e ci godiamo il tardo pomeriggio e la sera girovagando per il fantastico centro della città. Cena in un bistro sulla piazzae fotografie fino a notte. Il centro è pieno di artisti di strada, qua forse non pagano multe come nel centro di Ravenna, mostre di pittori improvvisati... insomma, una città piena di vita.

Giorno 28  30 agosto   Caracovia-Katowice   km. 80

Giornata dedicata alla visita del campo di sterminio Auschwitz-Birkenau. Prendiamo la guida in italiano, vorrei dire molte cose ma l'unico consiglio che mi sento di dare è di andare a visitare entrambi i campi.DVD 2070 Certe cose non vanno mai dimenticate. A malincuore devo rimarcare solo una cosa, tutte le nazioni che hanno avuto internati ad Auschwitz hanno l'uso una palazzina a titolo gratuito, l'unica chiusa è quella italiana: vergogna! Auschwitz era una caserma dell'esercito polacco convertito in campo di sterminio, Birkenau, a pochi kilometri, è stato costruito nel 1942 quando Auschwitz era pieno. Una curiosità, nell'interno si possono solo girage filmati di associazioni senza scopo di lucro, la scena dell'arrivo del treno in Shindler's List infatti è stata girata fuori dal campo, la palazzina che si vede è ripresa da fuori. Foto ricordo con le moto fuori dal campo poi dirigiamo verso Vienna, sono le 5 del pomeriggio.

Giorni 29-30  31agosto 1 settembre   Katowice - Russi   km. 1150 
Unica cosa da segnalare che in Austria anche i motel sull'autostrada alle 22 chiudono. Abbiamo trovato da dormire solamente nel centro di Graz alle 2 di notte. Il viaggio di ritorno si svolge senza intoppi e in assoluta sicurezza. Si pensa all'anno prossimo, l'idea è Russia e Capo Nord... vedremo.
 

Highlights and Lowlights

Mica facile in poche righe valutare un viaggio così vario, vedo se mi è possibile. La steppa Russo/Kazaka, una distesa sterminata nel nulla, capita di fare anche oltre 100 km nel silenzio assoluto senza vedere anima viva tranne qualche cavallo o cammello, un'esperienza da provare almeno una volta nella vita. La terribile desertificazione che ha creato il prosciugamento del lago d'Aral, per rendersi conto dell'importanza dominante della natura. Le tre città Uzbeke, Khiva Bukhara e Samarcanda così diverse ma ugualmente affascinanti. La fantastica cordialità della popolazione Russa meridionale. La campagna della Russia, immensi prati intervallati da boschi e piccoli paesi che sanno di antico. Le monumentali città Kazake, con architetture nuovissime che richiamano ancora la passata dominazione sovietica. Poi sulla via del ritorno la fantastica monumetale Piazza Rossa, uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visto e infine l'impareggiabile centro storico di Cracovia. Voglio citare Auschwitz e Birkenau, tutti dovrebbero vedere queste vergogne dell'umanità perchè queste cose non si possano più ripetere. Ecco, nel bene e nel male cose provocano emozioni diverse ma ugualmente forti.

Le strade del tour

In Turchia, la E70 lungo la costa del Mar Nero è scorrevole anche se attraversa alcuni centri abitati, dovendo raggiungere la Georgia a Batumi la preferisco a quella centrale attraverso Erzurum. In Georgia la cosa cambia, il primo tratto della E70 è impervio, strada stretta e tutte curve con molto traffico, quando diventa E60 è molto buona e in alcuni tratti a 4 corsie fino allo svincolo verso nord, E117 che conduce in Russia attraverso il Caucaso qui ci sono molti lavori in corso che in caso di pioggia possono essere anche difficoltosi da superare. In Russia la E50 prima e la E119 sono ottime, peccato per le 2 deviazioni di centinaia di km per le interruzioni verso Astrakan. Veniamo al Kazakhstan, non esiste la mezza misura, o strade splendide oppure terribili. La A27 dal confine verso Atyrau è asfaltata ma con buche enormi e creste di asfalto pericolosissime. A Dossor non proseguite la A27 per Aktobe, 400 km. di sterrato terribile senza benzina, in compenso verso Beyneu è perfetta, come un biliardo. Gli 80 km verso il confine Uzbeko non sono così terribili ma fattibili anche con gomme intermedie. In Uzbekistan il primo tratto dal confine fino a Jasliq sono tutti dossi e buche, molta prudenza poi la nuova autostrada conduce fino a Nukus e quindi nessun problema. Attraversare il deserto del Kyzylkum è tutta un'avventura ma stanno costruendo anche il secondo tratto di autostrada quindi fra qualche anno magari sarà tutto ok, non c'è benzina per quasi 400 km. Per il resto nulla di negativo da segnalare fino a Shymkent dove si prende la M32, la strada è ottima e completamente finita, segnalo solo l'assenza di benzina per 400 km da Aralsk fino a Karabutak. Per il resto del kazakhstan e tutta la Russia niente da segnalare.

Equipaggiamento

Abbigliamento traforato estivo, antipioggia e una maglia termica invernale, le temperature nella steppa sul Caucaso possono abbassarsi improvvisamente. Olio motore per il rabbocco, kit per lavare e ingrassare la catena, camere d'aria di ricambio e leve per smontare la gomma. Una buona dose di nastro americano non fa mai male, 2 fasce a cricchetto per ogni evenienza, un compressore che funziona con la presa 12V. Valigetta del pronto soccorso e repellente per zanzare. mi sembra di non aver onmesso nulla.