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    ARMATA ROSSA

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    ACQUISTO CENA A BRNO

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    PIAZZA DI VARSAVIA

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    FORESTA DELLA LITUANIA

  • 04 FR

    IL CENTRO DI VILNIUS

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    CICOGNA VERSO MOSCA

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    ARRIVO A MOSCA

  • 07 FR

    DIETRO SAN BASILIO

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    SAN BASILIO

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    PONTE SULLA MOSKOVA

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    LA METRO DI MOSCA

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    MUSEO STORICO SULLA PIAZZA ROSSA

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    NIKOLSKAYA

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    IL KREMLINO

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    BIKER DIETRO SAN BASILIO

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    LA T.A. CON LA PIAZZA ROSSA SULLO SFONDO

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    MAUSOLEO DI LENIN

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    ORA BLU SULLA PIAZZA ROSSA

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    PIAZZA ROSSA BY NIGHT

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    VEDUTA DELLA PIAZZA ROSSA

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    AMMIRAGLIE DIETRO SAN BASILIO

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    KREMLINO DI SERGEY POSAD

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    YAROSLAV

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    IO LA T.A. E IL VOLGA A KASTROMA

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    MUSEO CONTADINO A SUZDAL

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    SUZDAL - RITRATTO

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    I CANALI DI SUZDAL

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    CHIESA ORTODOSSA A SUZDAL

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    COME FARE SERA D'ESTATE A SUZDAL

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    TRAMONTO E NEBBIA NELLA TAIGA

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    TIPICA ABITAZIONE DELLA CAMPAGNA RUSSA

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    ARCOBALENO VERSO SAN PIETROBURGO

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    IL GRUPPO A SAN PIETROBURGO

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    LA CORAZZATA AURORA

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    HERMITAGE SULLO SFONDO

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    LA PROSPETTIVA NEWSKIJ

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    OSCAR SELFIE DAVANTI ALL'HERMITAGE

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    SALONE INTERNO ALL'HERMITAGE

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    BASILICA DEL SANGUE VERSATO

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    MATRIOSKE

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    INTERNI BASILICA DEL SANGUE VERSATO

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    METRO DI SAN PIETROBURGO

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    LENIN SUL PIAZZALE DELLA STAZIONE FINLANDIA

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    STAZIONE FINLANDIA LA LOCOMOTIVA DI LENIN

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    IO DAVANTI ALLA LOCOMOTIVA DI LENIN

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    PERSONALE DI BORDO SULLA CORAZZATA AURORA

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    MODELLA A SAN PIETROBURGO

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    PIAZZA DAVANTI ALL'HERMITAGE

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    PIAZZA DI TALLIN

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    I TETTI DI TALLIN

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    CAMMINAMENTO DELLE MURA DI TALLIN

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    ALTRA VEDUTA DELLA PIAZZA DI TALLIN

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    OSCAR E AMMIRAGLIA SUL MAR BALTICO

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    LA T.A. DI FRONTE AL MAR BALTICO

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    MAURO E AMMIRAGLIA SUL MAR BALTICO

  • 55 FR

    TALLIN BY NIGHT DAL LUNGOMARE

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    LE AMMIRAGLIE SUL LUNGOMARE DI TALLIN

  • 57 FR

    SCULTURA SUL LUNGOMARE DI TALLIN

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    POMERIGGIO A RIGA

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    RIGA ALL'ORA BLU

  • 60 FR

    MUSEO DELLA GUERRA FREDDA A ZEMAITIJOS

  • 61 FR

    KALASHNIKOV

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    CAMERA CONTROLLO ORA MUSEO STORICO

  • 63 FR

    TRAGHETTO PER PENISOLA CURLANDESE

  • 64 FR

    LA GRANDE DUNA CURLANDESE

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    GRANDE DUNA DELLA PENISOLA CURLANDESE

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    VOILINISTA CURLANDESE AL TRAMONTO

  • 67 FR

    TRAMONTO CURLANDESE CON T.A.

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    TRAMONTO CURLANDESE SENZA T.A.

  • 69 FR

    PIAZZA DI CRACOVIA

PAGINA IN COSTRUZIONE - RACCONTO DI VIAGGIO

Qualche volta le cose non vanno come dovrebbero, quello che doveva essere Moscow Carelia and Kola si è trasformato in Mosca San Pietroburgo e Anello d'oro. Per carità, per smaltire la delusione mi ci è voluto qualche mese, in ogni caso è stato il primo fantastico viaggio per mio fratello Mauro, il coronamento di un sogno per l'Amico Oscar e proprio di più non si poteva fare. Karelia, Kola e Nord Kapp è solo rimandata: promesso. PS: ora che ho sbollito, il racconto di viaggio sarà veritiero e riporterà esattamente i miei stati d'animo per tutto il tour.

Documenti necessari:

  • Passaporto valido
  • Visto per la Federazione Russa
  • Assicurazione personale
  • Assicurazione per la moto in Federazione Russa
  • Fotocopie di tutti i documenti
Adesivo

Attrezzatura Fotografica al seguito:

  • Nikon D800
  • Nikon D300s
  • Nikkor 18/300 VR
  • Nikkor 17/35 f 2,8
  • Nikkor 80/200 f 2,8
  • Nikkor 50 mm f 1,4
  • Action Eyecam
Leggendo il racconto di viaggio puoi orientarti meglio guardando il percorso dell' andata e del ritorno

 PAGINA IN COSTRUZIONE

Giorno  1   24 luglio   Ravenna - Brno   km. 900

Si parte circa alle 6 del mattino dal Caffè della Lirica, dopo una buona colazione e l'ultimo caffè decente per circa 20 giorni imbocchiamo la SS 309 Romea che ci porterà a Venezia poi verso il valico del Tarvisio. Tutto fila liscio, la pioggerellina alla partenza è presto rimpiazzata da un bel sole che ci accompagnerà fino a Brno, dove arriviamo quasi alle 8 di sera. Troviamo un buon albergo in periferia e ci fiondiamo in centro: sorpresa, ristoranti tutti chiusi così fermiamo un mini market che stava chiudendo, compriamo salumi formaggi pane e banane. Nella birreria a fianco consumiamo la cena con 3 fantastiche birre artigianali. Facciamo un pò la figura degli immigrati clandestini ma la fame è tanta e la faccia tosta pure.

Giorno  2   25 luglio   Brno - Varsavia   km. 580

Dopo la solita sfacciata colazione, dirigiamo verso Varsavia, il tempo è splendido e la strada anche, dimenticavo, nella Repubblica Ceca le moto non pagano la tassa di pedaggio. Avvisiamo il Conte via WhatsApp che ci trovi un albergo a Varsavia. Dopo le foto di rito alla frontiera polacca dirigiamo decisi verso nord e arriviamo in quel di Varsavia nel tardo pomeriggio. Il Conte (l'Amico Giovanni Morsiani) ci ha trovato, manco a dirlo un'appartamento di Rango, a 10 min dal centro, il Tower e non ricordo cosa con personale maleducatissimo e camera tripla composta da 2 letti e un divano... per fortuna che io dormo dovunque! Scherzando lo informiamo della situazione e si ride di gusto. Serata in centro a Varsavia con una temperatura quasi sub tropicale.

Giorno 3   26 luglio   Varsavia - Vilnius   km. 460

La colazione consiste in un voucher da consumare in un fast food poco lontano, niente di epocale. Facciamo naturalmente le foto di rito alla frontiera Lituana, e pensando a Caccia a Ottobre Rosso dico, vuoi non vedere la città del Comandante Ranius? Rinunciamo così ad almeno 4 ore di strada e facciamo tappa a Vilnius. Alberghi tutti pieni e unica camera disponibile doppia con letto aggiunto... brandina naturalmente per me con 2 doghe sganciate. Vilnius è decisamente la peggiore delle capitali baltiche ma in ogni caso valeva la pena vederla, una tacca in più sul palmares. Il centro storico ha 2 viali principali, tutto pulitissimo e ben tenuto ma niente di trascendentale, anche le costruzioni non sono memorabili.

Giorno 4  27 luglio   Vilnius - Velikie Luki   km. 500

Qui almeno la colazione è veramente memorabile, alle 9,30 circa partiamo in direzione di Dougavpils e Rezekne, quindi deviamo verso est per entrare in Russia. In frontiera fra l'uscita dalla Lettonia e l'ingresso nella Federazione Russa passano le solite 3 ore. Incontriamo un biker polacco in Africa Twin 750 con 500.000 km nelle ruote ci dice che farà tutta la siberia.... mmmhh bravo! La foresta lascia spazio alla campagna ondulata russa, con boschi e specchi d'acqua a perdita d'occhio. Intanto si era fatto sera e quando le speranze di trovare un motel decente erano ridotte al lumicino, fermo un'auto mentre facciamo benzina e chiedo "Motel"... subito mi prendo un bel Niet ma poi il tipo mi dice Velikie Luki Da! e mi prende la mano destra per indicarmi il lato della strada: 60 km circa. Avanziamo fiduciosi nella campagna russa ormai al buio e finalmente scorgiamo le luci del motel "bombadores" circa mezzo kilometro dalla strada principale. Vi chiederete il perchè del motel Bombadores... dopo lo capirete. Tutta notte ci siamo sorbiti i lamenti di una coppia distanti pochi bungalow. Nei momenti clou si sentiva anche dal bar... che non era proprio vicino.

Giorno 5   28 luglio   Velikie Luki - Mosca   km. 480

Ormai è fatta quindi partiamo con calma, facciamo una sosta in paese per assicurare le moto e dirigiamo verso Mosca. Ci concediamo diverse soste, fatta obbligatoria quella entrando nell'Oblast di Mosca, veniamo attratti da alcuni scorci veramente notevoli della campagna russa. La bella giornata e la luce perfetta rende meno monotona la M 9 che collega Riga con Mosca: 600 km "ahead" attraverso prati, boschi e piccoli laghi che si ripetono fino alla periferia della capitale.  A pomeriggio inoltrato arriviamo in vista di Mosca, il piano è raggiungere la Moskova e arrivare nella zona della Piazza Rossa, niente di più facile, il traffico è notevole ma non terribile, subito notiamo costruzioni stile Detroit, fatta eccezione per il centro storico, le palazzine staliniane che vedavamo nei TG sono ormai un ricordo. Foto di rito sul uno dei ponti della Moskova con il complesso della Piazza Rossa e del Kremlino alle spalle, poi raggiungiamo l'albergo, 10 min di taxi dalla Piazza Rossa. La sera è dedicata naturalmente ad un primo sopralluogo sulla Piazza Rossa ove giungiamo puntualissimi all'ora blu: uno dei luoghi più belli e suggestivi che abbia mai visto, spettacolare. Nella notte arrivano Mirella, Antonella e Lorenzo, Il gruppo è al completo.

Giorno  6  29 luglio   Mosca

La giornata è interamente dedicata alla Piazza Rossa, al Kremlino e dintorni. Subito la Metropolitana di Mosca. è veramente bellissima come dicono, ogni stazione è decorata con lampadari e stucchi di grande qualità, ogni tanto qualche celebrazione della Rivoluzione d'Ottobre, una pulizia assoluta. La giornata è bellissima e il clima stupendo, Imboccando la strettoia in leggera salita che dal lato Kremlino conduce alla Piazza Rossa, oltre al Mausoleo di Lenin appaiono subito le guglie di San Basilio che delimitano la Piazza prima della Moskova, poi mano mano che si avanza, ci si rende conto della maestosità del luogo e ne rimani incantato. Subito visitiamo San Basilio, contrariamente ad altri monumenti, anche nell'interno mantiene un fascino particolare, passaggi stretti, volte e tutte le pareti decorate come sono le chiese ortodosse, c'è anche un coro che sta eseguendo non so cosa, ma anche questo da una certa suggestione alla visita. Girovaghiamo un pò per i dintorni poi saliamo al Kremlino, Vladimir non è in casa. Non siamo tipi da musei e ci limitiamo a passeggiare per la fortezza, quallo che abbiamo visto tante volte in TV ora lo tocchiamo con mano: qui per almeno un secolo si è fatta la storia del mondo. Aspettiamo la sera, ceniamo in uno stand tipo festa dell'unità adiacente alla Piazza Rossa poi io e Oscar andiamo a prendere le moto per le foto di rito. 

Giorno  7  30 luglio   Mosca

Mosca, in fondo è la Piazza Rossa, la Moskova e poco altro, mattinata dedicata al Mausoleo di Lenin, unico monumento gratuito della Russia, il passaggio di fronte alla mummia del capo della Rivoluzione d'Ottobre è una delle cose più suggestive che abbia visto, fa freddo, tutto marmo nero e Lenin illuminato da una luce calda quasi arancione, non ci si può fermare, è una processione continua, si procede nel silenzio assoluto, solo il rumore dello strusciare delle scarpe. Esci e ti ritrovi in mezzo ai busti dei Soviet, compreso Stalin, capisci quindi che con il passato la rottura non potrà mai essere completa. Io e MIrella perdiamo mezza giornata per trovare un'auto a noleggio, nei prossimi giorni Anello d'Oro e San Pietroburgo. Alla fine l'Avis ha quel che serve ad un prezzo più che ragionevole. Oggi è anche il mio compleanno quindi... duplichiamo la cena agli stand vicino alla Piazza Rossa, si, si era mangiato meravigliosamente bene, carne ai ferri e birra. Serata dedicata al lunghissimo Time Laps con San Basilio in primo piano, quasi 3 ore e mezza: con la truppa che ti fa compagnia a turno il tempo passa più in fretta. Una puntualizzazione, mai viste tante belle donne tutte insieme come a Mosca ( noi in romagna si dice gnocca...) roba da fare impallidire il miglior jet set di Milano Marittima. 

Giorno  8  31 luglio   Mosca - Kastroma   km. 350

La mattina intanto che attendiamo la consegna dell'auto, accompagnamo Mauro e la su Aprilia a fare le foto di rito dietro a San Basilio, espletato questo obbligo, puntiamo il navigatore verso Sergiev Posad. Il Kremlino di Sergiev Posad,una costruzione bianca con cupole turchesi e dorate, il tutto reso ancora più accattivante dalla bellissima giornata, decidiamo per qualche foto dall'esterno e basta, forse meritava qualcosa in più. Lungo il percorso, Yeroslavl merita effettivamente solo la rapida sosta, quindi proseguiamo verso Kastroma, le strade sono buone e arriviamo in vista della città sul Volga un paio d'ore prima del tramonto. Troviamo un hotel in pieno restauro con una bellissima vista sul Volga, una veloce riassettata poi restaurant boat sull'acqua, io prendo la T.A., come possiamo rinunciare ad una foto ricordo sul fiume più lungo dell'Asia? Gli "Alicioni del Volga" sono squisiti, niente zanzare, solo un sottofondo musicale un pò troppo rumoroso. A Kastroma si va solo per lo spettacolo del Grande Fiume, un rapido giro per il centro e la guida ce lo avevano confermato quindi restiamo a chiacchierare sulle rive del Volga fino ad ora di andare a dormire.

Giorno  9   1 agosto   Kastroma - Suzdal - Klin  km. 500

Dopo una memorabile Continental Breakfast, dirigiamo verso Suzdal, una cittadina rurale dove il tempo sembra trascorrere più lentamente, il primo impatto lo danno le caratteristiche casette in legno, poi, ci addentriamo nella zona ovest, costruita su alcune curve del fiume Kamenka. Verdi prati ondulati, cupole che brillano al sole e chiese ortodosse, dopo una visita ad una specie di museo contadino ci concediamo un giro in barca attraverso i canali, la giornata è splendida, c'è chi fa il bagno, chi pesca e chi si polleggia mitigando la calura, ci viene la tentazione di dormire qui, al tramonto sarà sicuramente bellissimo... ma il pensiero di dover affrontare tutta la strada per San Pietroburgo in un giorno ci fa desistere. Dirigiamo verso la M11 ci sono parecchi lavori in corso e alcune file kilometriche. Da citare un bellissimo tramonto nebbioso nella taiga poco prima di Mosca poi solo lavori in corso e camion: prendendo la M11 vediamo una nuovissima Highway (grauita per tutto quello che è BMW) ma l'illusione dura poco, una cinquantina di kilometri poi ritorna tutto normale, file di camion e lavori in corso: albergo a Klin poco dopo le 3 di notte!

Giorno 10   2 agosto   Klin - San Pietroburgo   km. 630

Dormiamo fino alle 10, dopo la notte quasi a digiuno, anche la colazione è scarna... ci rifaremo durante il percorso, la strada è trafficatissima, e attraversa sistematicamente tutte le città lungo il percorso: per coprire i 600 kilometri della M11 ci impiegheremo fino a sera. Poco prima San Pietroburgo lo spettacolo di un intenso arcobaleno attraverso il blu intenso dei cieli del nord ci ripaga della guida snervante attraverso camion e lavori in corso. Muniti di navigatore arriviamo subito all'hotel, 15 min dall'Hermitage, non c'è garage e sistemiamo le moto quasi davanti all'ingresso. Serata soft in una pizzeria poco lontano dalla base.

Giorno 11  3 agosto   San Pietroburgo

La colazione dell'hotel/ostello è composta da cibi precotti immangiabili quindi puntiamo su un forno/pasticceria poco lontano, niente di trascendentale ma almeno troviamo roba commestibile. Retrituiamo l'auto all'Avis e dedichiamo la giornata alla zona sulla Neva, attraversiamo la Prospettiva Nevskji e arriviamo nella piazza dell'Hermitage. La Lonely Planet ci ha avvertito dei borseggiatori e procediamo con estrema attenzione, nonostante ciò vado ad impugnare la D800  per scattare due foto e la trovo senza l'obiettivo, con estrema destrezza mi hanno sfilato l'amatissimo Nikkor 17-35 mentre avevo la macchina in spalla, si dei veri artisti però... Cui vegna un colp sec! Nei miei viaggi non era mai successo nulla del genere, il travaso di bile è notevole ma che vuoi... proseguiamo il percorso programmato. Subito la Corazzata Aurora, da cui iniziò la Rivoluzione d'Ottobre, la fila per salire è kilometrica quindi rimandiamo. Attraversiamo il ponte sulla Neva è visitiamo l'isola della fortezza di Pietro e Paolo, con Lorenzo salgo sulla vetta della cattedrale ortodossa, il panorama della città dall'alto è notevole ma l'incazzatura non cala e non ho neppure molta voglia di scattare, le bancarelle sono piene di magliette e calendari raffiguranti Putin... sarà un nuovo membro degli Avengers? Il tempo è variabile, il sole si alterna a nuvole velocissime che solcano il cielo, la sera ci concediamo un pranzo coi fiocchi a base di pesce poco lontano dall'Ammiragliato. Penso al 17-35 e fatico a dormire.

Giorno 12  4 agosto   San Pietroburgo

Oggi Hermitage, Mauro declina e passeggia per San Pietroburgo, tutto il resto della truppa entra. Ci piazziamo in fila alle 8,30, oggi primo giovedì del mese si entra gratis, nonostante questo i tempi di sttesa non saranno lunghissimi. Poco dopo le 10 siamo dentro, i controlli sono rigorosissimi, il contrario che al di fuori ove i borseggiatori e scippatori hanno via libera, basta scelgano i loro obiettivi solamente fra i turisti.. L'Hermitage è il Palzzo d'Inverno degli Zar, e a mio modesto avviso, la sontuosità e la bellezza del Palazzo superano di gran lunga i valori del contenuto: per farla breve Louvre, National Gallery e British Museum sono altra cosa. Anche la sezione degli impressionisti non è indimenticabile. In ogni caso vale la pena trascorrere mezza giornata. Nel pomeriggio alla stazione della metropolitana dell' Hermitage il secondo fattaccio: scippo del portafogli ad Oscar, spinta e scippo sincronizzato durante la salita al metro, anche qui è chiara la connivenza fra scippatori e nativi, una collaborazione a dir poco vergognosa. Fortunatamente con l'aiuto di Maria, una russa con nonno italiano e un suo amico, Alexey, abbiamo recuperato il tutto... tranne i contanti naturalmente. Avrei preferito recuperare il 17-35 e dare di tasca mia i 200 euro ad Oscar.... ma pazienza. Pomeriggio sprecato dalla polizia metropolitana che, senza l'intervento degli amici russi avrebbero fatto sicuramente spallucce! Sera con pranzo in un bistrot poco lontano dalle prospettiva Niewskji... non prima di aver preso le foto in notturna della via più famosa di San Pietroburgo.

Giorno 13  5 agosto   San Pietroburgo

Ultima giornata a Leningrado, così si chiamava la città fino alla caduta del muro. Cattedrale del Sangue Versato, una splendida costruzione ortodossa tutta affrescata internamente, nel suo genere un capolavoro artistico. Dopo io e Oscar, mentre la truppa si prende qualche ora di riposo, decidiamo per il percorso storico/Komunista: Stazione Finlandia con la locomotiva 293 che riportò Lenin dall'Esilio, non è facile trovarla, devi entrare nella stazione, dire che entri solamente per vedere la locomotiva, che rimane in una enorme teca di vetro sulla destra prima dei binari. Le foto un pò goliardiche sono di rito e siamo assecondati anche da due signori un pò nostalgici. Fatto questo ci incamminiamo verso la Corazzata Aurora, si, quella da cui partì la Rivoluzione d'Ottobre. Per un'appassionato di Storia come me, queste cose emozionano non poco, il museo interno ti illustra tutta la storia della nave e il plastico che illustra l'inizio della Rivoluzione ha il potere di farti andare indietro nel tempo al quel 6 novembre 1917 che ha condizionato la storia mondiale per quasi un secolo. Abbiamo visto non tutto ma tutto quello che ci interessava, la sera ceniamo con gli amici russi in un bistrot a loro scelta. Dopo cena vengo messo al corrente che si vorrebbe tagliare la Carelia, mi prendo la notte per decidere se proseguire da solo, il primo pensiero è: cazzo, dopo Bam anche il Mar Bianco!

Giorno 14  6 agosto   San Pietroburgo - Tallin   km. 400

Come avrete capito dalla riga sopra, non ho proseguito da solo. Mi ha fatto decidere in tal senso la promessa giurata solennemente che la Carelia era solo rimandata al tour di Capo Nord.... poi il cruscotto del GS ogni tanto lampeggiava, l'Aprilia perdeva pezzi, morale compratevi delle Trans Alp!!! A parte gli scherzi, siamo rimasti di nuovo noi 3, Mirella Lorenzo e Antonella sono tornati a casa e noi, sotto una leggera pioggia dirigiamo verso Tallin. Il tempo presto si rimette al bello, costeggiamo il golfo di finlandia per qualche lungo tratto e arriviamo a Tallin nel pomeriggio inoltrato... sorpresa, alberghi tutti pieni, un poliziotto ci indica un motel 30 km in direzione Riga, lo raggiungiamo e notiamo il parcheggio vuoto, entro ma mi dicono che sono pieni, stanno aspettando una corriera ma ci possiamo accampare con la tendo in giardino, dico che non abbiamo tenda e mi esibisco in una scena straziante con mio fratello tormentato da un terribile mal di schiena. Dopo aver cercato su booking per quasi mezz'ora gli dico che andavano bene anche 3 brande "under the stairs"; la titolare mi dice che hanno una camera che non usano da anni ma gli serve un'ora per riassettarla, la mia risposta è "Great". Trovo il coraggio di chiedere anche qualcosa da mangiare (non mangiavamo dalla mattina ed era stata una colazione molto scarna) morale consumiamo in quattro e quattrotto quella che probabilmente è stata la peggiore cena della nostra vita: barbabietole rosse, 2 aringhe, succo di lampone e un pò di pane secco, ma anche stanotte avevamo un tetto sulla testa. Confermiamo la lussuosa residenza anche per la notte successiva.

Giorno 15  7 agosto   Tallin

La giornata è splendida, dopo una tarda quanto super colazione dirigiamo verso Tallin, nettamente la più bella delle capitali Baltiche.

Giorno 16  18 agosto   Bukhara - Samarcanda   km. 280

E' il gran giorno del mito sulla via della seta: Samarcanda, la città che evoca miti e battaglie fin dai tempi di Gengis Khan, lascio Bukhara anche qui un pò a malincuore, nell'unica area di servizio con benzinaDVD 1353 trova una fila kilometrica ma gli Uzbeki mi fanno passare, guido in tranquillità gustandomi il paesaggio e i paesi lungo la M37. Vengo affiancato da un biker uzbeko incurosito e si offre di scortarmi al Registan. Arriviamo nel primissimo pomeriggio, saluto il mio accompagnatore e dirigo versol'Asia Hotel, a 5 minuti dal Registan, dopo una lunga contrattazione spunto parcheggio interno custodito e 50 euro la camera con colazione da nababbi. Nel pomeriggio mi oriento un pò per pianificare il giorno dopo. Il monumetale centro storico di Samarcanda a differenza di Khiva e Bukhara è molto esteso e alcuni edifici in restauro. Il complesso del Registan, vero ritrovo di tutta Samrcanda, restaurato agli inizi del secolo scorso, è imponente e meraviglioso. Audaces fortuna juvat, infatti la Registan stanno facendo le prove per il festival internazionale della canzone, lo vedrò come nessuno l'ha mai visto, illuminato con un numero impressionante di luci di scena che cambiano a tempo di musica.

Giorno 17  19 agosto   Samarcanda

Intera giornata dedicata alla visita di Samarcanda. Inizio dal Registan, per la concomitanza con il festival aperto ai turisti solo la mattina, predo la guida, si rivelerà indispensabile per capire la storia delDVD 1494 complesso e le successive trasformazioni. Poi passo al mausoleo di Tamerlano, chiuso per riprese televisive, poco male, la Lonely Planet dice che all'interno non è gran che. Torno sui miei passi e vago a piedi per un paio d'ore. poi affitto un taxi per un paio d'ore e visito nell'erdine: ila bellissima Shah i Zinda, un corridoio di mausolei ornati con maioliche policrome di pregevole fattura, l'osservatorio di Ulugbek, e il mercato. Il vasto mercato di Samarcanda non è ricavato da un souk come quelli arabi ma ha una sua struttura propria, diviso per settori, in gran parte al coperto, la zona pullula di cambiavalute clandestini e ne approfitto. Scambio alcune battute con i commercianti, nessuno protesta per le foto che scatto. Aspetto poi il tramonto steso all'interno del mausoleo di Bibi Khamin. La sera manco a dirlo davanti ai fasci diluce che a intermittenza illuminano il Registan, faccio amicizia con 2 poliziotti e riesco a scattare qualche foto da posizioni privilegiate.

Giorno 18  20 agosto   Samarcanda 

Oggi decido di proseguire l'usanza inaugurata in Marocco, un giorno di ozio assoluto, in albergo mi trascino fra la piscina, la hall e ancora la piscina organizzando il viaggio di ritorno, vorrei raggiungere Termez,DVD 1532 ma il personale dell'Hotel mi sconsiglia di farlo da solo, il confine Afgano è spesso zona di disordini e frequentato da clandestini non proprio raccomandabili, quindi punterò direttamente verso nord. Nel pomeriggio torno al mercato per acquistare le famose sete di Samarcanda, i prezzi sono talmente bassi che compro senza contrattare dai commercianti più simpatici. Samarquand, è una città divisa in 3 parti, la monumentale con tutto il centro storico, la parte ex sovietica con tutti gli hotel e i ristoranti più lussuosi e la parte popolare, resa quasi invisibile ai turisti per via di un enorme terrapieno che la nasconde da occhi indiscreti... stanno già imparando il peggio dall'occidente! Ceno nel miglior ristorante della orribile parte sovietica della città poi mi ritrovo con i miei amici poliziotti davanti al Registan illuminato a tempo di musica, non smetterei mai di guardarlo.

Giorno 19  21 agosto   Samarcanda - Shymkent   km. 750

Prendo la M39 verso Taskent per puntare direttamente in Kazakhstan, sopresa, la frontiera di Taskent è chiusa e devo tornare verso sud per 80 km e fare "il giro del colombo" per raggiungere Shymkent. IlDSC 0951 traffico intorno a Taskent è bestiale, molti lavori in corso con code lunghissime, perdo un sacco di tempo, un'ora abbondante di frontiera e via per strade secondarie spesso interrotte, morale arrivo a Shymkent quando è buio pesto. Qui la piacevole sorpresa, un paio di biker locali mi affiancano mentre procedo lento per cercare un hotel e mi chiedono se ho bisogno di aiuto... certo... un albergo, mi fanno chiedono quanto voglio spendere, dico 30/40 euro.. pollice alzato e segno di seguirli. 5 minuti e parcheggiamo in un bellissimo hotel in centro, mi contrattano il prezzo (28 euro) e mi invitano a cena. Accetto e do loro appuntamento fra 1 ora nella hall. Arrivano in 4, 2 Suzuki, 1 Kawasaki e 1 Honda, salgo con loro, 2 parlano inglese, serata indimenticabile a base di Sashlig birra e wodka: ci diamo appuntamento al 2017 per il Kirghizistan e il Pamir. Prima di salutarci mi mettono in guardia dalla polizia Kazaka, corrotti e sempre pronti a cercare di spillare soldi ai turisti.

Giorno 20  22 agosto  Shymkent - Kyzylorda   Km. 470

Imbocco la mitica M32 che mi porterà fino in Russia. La M32 attraversa tutto il Kazakhstan dal nord-ovest al sud-est, ora completamente asfaltata, come vedremo manca solo qualche distributore... fa parte diDVD 1680 un progetto autostradale Mosca-Pechino: prima o poi! La polizia Kazaka, si hanno tentato 4 volte di estorcermi soldi (e volevano solo Euro) con multe inventate, loro ti farmano, poi si inventano un'infrazione qualsiasi e ti fanno andare vicino alla loro auto, tenuta in disparte e ti dicono che se vuoi il passaporto indietro devi pagare, tu non devi far altro di scrivere su un foglio il numero di targa della loro auto e diventano docilissimi.  Arrivo a Kyzylorda  a metà pomeriggio e decido di fermarmi, la distanza per arrivare a Baikonour, la città successiva è troppa, arriverei a sera. Scelgo il Nomad hotel, un paio di kilometri fuori dalla M32 bel complesso confortevole, dopo la solita contrattazione spunto meno di 50 euro e mi accomodo, camera enorme, doccia con idromassaggio. La sera c'è un matrimonio con relativo ricevimento, limousine per la sposa e una marea di 4x4 degli invitati, roba di lusso. Controllo la T.A., è tutto in ordine domani tappone fino ad Aktobe. Mi faccio un giroper il centro... nulla da segnalare se non che sembra una città non ricca ma benestante.

Giorno 21  23 agosto   Kyzylorda

Mi sveglio presto, carico la moto, ma l'accensione non da segno di vita: batteria andata, la smonto e faccio chiamare un taxi. Mi faccio accompagnare a una rivendita ma di batterie per moto neppure l'ombra,DSC 0957 tempi per farla arrivare 2 giorni. La faccio mettere sotto carica e torno all'hotel, contatto via Whatsapp i biker di Shymkent, mi dicono che in 30 minuti saranno qui dei loro amici. Arrivano in 3, nessuno parla inglese, usiamo il traduttore di google e in casi estremi telefoniamo alla sorella diuno di loro che parla un pò inglese. Recuperiamo la batteria ora carica e andiamo nella loro officina casalinga superattrezzata, roba da far impallidire i meccanici da moto italiani, controllano la batteria, stagnano tutti i cavi di collegamento e mi dicono: tutto ok, ora si va al ristorante a festeggiare! Sembra che le vibrazioni delle piste avessero allentato i morsetti e che ci fossero delle dispersioni. Prima di lasciarci mi danno i loro numeri di cellulare in caso di bisogno e mi avvisano che dopo Aralsk ci saranno 400 km nella steppa senza benzina, gli dico no problem, ormai ci sono abituato. Nonostante tutto non sono tranquillissimo, alle 3 di notte scendo e provo a mettere in moto la T.A., tutto ok!

Giorno 22  24 agosto   Kyzylorda - Aktobe   Km. 1070

Parto alle 6,30, l'aria è ancora frizzante, nella steppa le escursioni temiche sono sempre notevoli. Supero il Siri Darya, affluente nord del Lago Aral e arrivo in prossimità della base spaziale di Baikonour, dallaDSC 0902 M32 si vede la base operativa con alcune grandi parabole, poi dirigo verso l'ingresso. Un paio di poliziotti russi (Baikonour è territorio Russo dato in uso amichevole dal Kazakhstan) mi dicono che non è possibile entrare, occorre una domanda circa 2 mesi prima, sono molto gentili e mi lasciano fare le foto di rito. Proseguendo per Aralsk entro nella zona climatica del Lago Aral del Nord, i venti tossici e la desertificazione si fanno largo nella steppa, mi bruciano gli occhi. Pochi villaggi disseminati nella spetta mi conducono ad Aralsk, un paese spettrale spazzato da venti tossici per 9 mesi all'anno. Il governo Kazako si sta adoperando pr riempire di nuovo l'Aral ma ci vorranno ancora anni. Attraverso il paese fermo la moto dove arrivava il lago, è una tristezza enorme, un paese che viveva di pesca sembra ora l'anticamera dell'inferno. E' ora di andare verso nord, faccio benzina fino all'orlo, aquisto 2 taniche di acqua da 5 lt, le svuoto e le riempio di benzina, il fissaggio con il nastro americano stavolta mi porta via non più di 5 minuti... esperienza! Il cielo si fa minaccioso e la temperatura si abbassa improvvisamente di 20 gradi. Un vento fortissimo annuncia la tempesta che arriverà fra poco, a fatica faccio il rabbocco della benzina, indosso l'antipioggia e proseguo, attraverso il temporale la temperatura penso sia sotto i 10 gradi; arrivo a Karabutak, mentre faccio benzina chiedo di hotel ma mi dicono che ce nesono solo ad Aktobe, altri 200 km e il sole sta tramontando, proseguo ammirando un tramonto rosso fuoco come non l'ho mai visto prima. A 50 km da Aktobe vedo un motel, mi fermo ed entro senza indugio, una schiara di camionisti russi/kazaki si girano e sogghignano... realizzo che le mie chiappe potrebbero essere in pericolo, faccio dietro front e riparto come un fulmine! Vedo il cartello Aktobe che è notte fonda, chiedo a una pattuglia della polizia un buon albergo e loro gentilmente mi accompagnano. E' quasi mezzanotte, mi fanno anche qualcosa da mangiare il personale mi chiede informazioni sul mio tour, non credevano che ero partito dall'Italia: tutto è bene quel che finisce bene. Ora mezz'ora di doccia bollente.

Giorno 23  25 agosto   Aktobe - Samara   Km. 750

Oggi ho tutto asfalto perfetto, controllo la moto, ieri sera ero troppo stanco, pulisco la catena la ingrasso e faccio colazione. Dopo Oral, subisco l'ultimo tentativo di estorsione da parte della polizia Kazaka, maDSC 0836 orami ho troppa esperienza nel campo, si tratta di una postazione fissa allora in assenza dell'auto mi scrivo i loro nomi... ed è fatta. Entro in Russia, il personale di frontiera gentilissimo mi compila anche i moduli in cirillico e un militare mi dice che la frontiera con l'Ucraina sarebbe meglio evitarla in quanto viene chiusa saltuariamente senza preavviso, ok ci penserò stasera sul da farsi. La campagna russa subentra alla steppa, una campagna immensa e ondulata tempestata di boschi, peccato che il cielo sia nuvoloso. Arrivo a Samara, orribile città industriale circondata da miniere di carbone, le ciminiere degli impianti industriali svettano intorno al centro, i migliori hotel sono sulle rive del Volga, seguo il fiume e trovo l'hotel, nei dintorni non ci sono ristoranti quindi acquisto il necessario in un market, birra e pesce sott'olio del Volga, avevo una fame terribile, questo vi basti!Mi connetto e via google maps realizzo che passare da Mosca sono "solo" 400 km in più: obiettivo domani sera sulla Piazza Rossa.

Giorno 24  26 agosto   Samara - Mosca   km. 1070

Spioviggina, indosso l'antipioggia, lo toglierò dopo 300 km, e inforco la M5 che mi porterà fino a Mosca. La campagna Sovietica è dolce, stranne qualche lavoro in corso la strada è tutta ok, quando esce il soleDVD 1694 ne apprezzo bene la bellezza. Attraverso piccoli paesi con case che ricordano il set del Dr. Zhivago e i boschi spezzano la monotonia degli immensi prati ondulati. A 150 km da Mosca un pauroso ingorgo presso una zona industriale mi rallenta la media, passo oltre e a 100 km da Mosca, la strada diventa tutta illuminata e come un biliardo, hai capito Putin... Dal cartello Mosca alla piazza del Kremlino ci sono quasi 30 km, Mosca è una città sterminata e i cartelli naturalmente tutti in cirillico. Fermo un taxi, gli chiedo del Kremlino e luimi dice di seguirlo. La zona della Piazza Rossa con a fianco la Moskova è uno spettacolo forse unico al mondo. Mi fermo decisamente commosso fra San basilio e il Kremlino, prendo foto, filmati e giro senza meta per un paio d'ore, natualmente senza preoccuparmi dell'Hotel: si arrivare sulla Piazza Rossa con la tua moto non ha prezzo, tutto il resto sono chiacchiere! Inizio la ricerca dell'Albergo, provo anche un 5 stelle che, vedendomi sporco e sudato mi dicono "it's full" prima che possa dire mezza parola fuori della porta d'ingresso comunque persone incravattate ammirano la T.A. e l'adesivo Samarquand fa fare qualche wow. Trovo da dormire con il parcheggio interno per la T.A. alle due e mezza di notte, per fortuna Mosca è una città aperta 24 ore al giorno, ceno alle 3.

Giorno 25  27 agosto   Mosca - Dougavpils   km. 820

Dirigo verso la Lettonia per la M9. Seicento kilometri di strada diritta fino al confine lettone. Uscire dalla Federazione Russa è uno scherzo, entrare in Lettonia un pò brigoso, noto che gli automezzi con targaDVD 1727 russa sono controllati minuziosamente. Passo oltre, dapprima continua l'autostrada poi inziano strade secondarie con numerosi lavori in corso. Nei tratti liberi da lavori, curvoni attraverso i boschi invitano a tirare... cerchiamo di non esagerare. Mentre faccio benzina e acquisto una cartina, una gentile signora mi spiega che la strada per Dougavpils è ok e senza problemi. Arrivo in questa cittadina lettone e... il primo albergo a destra è mio. Solita costruzione sovietica con camere spartane ma pulite e sopratutto un'ottimo ristorante. Controllo il percorso del giorno dopo, incontrerò Mauro a Cracovia in Polonia. Per Dougavpils niente da dichiarare.

Giorno 26  28 agosto   Dougavpils - Cracovia   km. 980

Altra tiratona, trovo un traffico della madonna solo nella tangenziale di Varsavia, anche qui lavori in corso con coda kilometrica. Arrivo a Cracovia all'hotel della curia... alle 8 di sera, mio fratello mi aspetta, iDVD 1739l tempo di una doccia, di una veloce cena e facciamo le ore piccole sulla piazza di Cracovia: bellissima. La temperatura è dieale, c'è un sacco di gente, parliamo del viaggio in Asia Centrale, racconto delle bellezze e delle difficoltà che avevo in granparte omesso comunicando con casa. E' un pò come essere a casa, si parla di cosa è successo in questo mese, degli amici e delle rispettive famiglie. Prendiamo un sacco di foto, sono contento di essere in compagnia, io non amo particolarmente viaggiare da solo, succede solo per delle casualità, è che quando faccio un piano anche se qualcuno per i motivi più disparati è costretto a rinunciare, io il piano lo metto in atto comunque.  

Giorno 27  29 agosto   Cracovia

Colazione da nababbi e mezza giornata per la miniera di sale poco fuori Cracovia. Interessante, ci si rende conto di cosa significa aver fatto il minatore, specialmente alcuni secoli fa: alcuni ambienti moltoDVD 1809 suggestivi ma oltre 3 ore di visita per tipi come noi sono troppe. Si tratta di una miniera di sale risalente al XVIII sec e non più operativa dalla fine degli anni 90. Dopo la visita torniamo a Cracovia e ci godiamo il tardo pomeriggio e la sera girovagando per il fantastico centro della città. Cena in un bistro sulla piazzae fotografie fino a notte. Il centro è pieno di artisti di strada, qua forse non pagano multe come nel centro di Ravenna, mostre di pittori improvvisati... insomma, una città piena di vita.

Giorno 28  30 agosto   Caracovia-Katowice   km. 80

Giornata dedicata alla visita del campo di sterminio Auschwitz-Birkenau. Prendiamo la guida in italiano, vorrei dire molte cose ma l'unico consiglio che mi sento di dare è di andare a visitare entrambi i campi.DVD 2070 Certe cose non vanno mai dimenticate. A malincuore devo rimarcare solo una cosa, tutte le nazioni che hanno avuto internati ad Auschwitz hanno l'uso una palazzina a titolo gratuito, l'unica chiusa è quella italiana: vergogna! Auschwitz era una caserma dell'esercito polacco convertito in campo di sterminio, Birkenau, a pochi kilometri, è stato costruito nel 1942 quando Auschwitz era pieno. Una curiosità, nell'interno si possono solo girage filmati di associazioni senza scopo di lucro, la scena dell'arrivo del treno in Shindler's List infatti è stata girata fuori dal campo, la palazzina che si vede è ripresa da fuori. Foto ricordo con le moto fuori dal campo poi dirigiamo verso Vienna, sono le 5 del pomeriggio.

Giorni 29-30  31agosto 1 settembre   Katowice - Russi   km. 1150 
Unica cosa da segnalare che in Austria anche i motel sull'autostrada alle 22 chiudono. Abbiamo trovato da dormire solamente nel centro di Graz alle 2 di notte. Il viaggio di ritorno si svolge senza intoppi e in assoluta sicurezza. Si pensa all'anno prossimo, l'idea è Russia e Capo Nord... vedremo.
 

Highlights and Lowlights

Mica facile in poche righe valutare un viaggio così vario, vedo se mi è possibile. La steppa Russo/Kazaka, una distesa sterminata nel nulla, capita di fare anche oltre 100 km nel silenzio assoluto senza vedere anima viva tranne qualche cavallo o cammello, un'esperienza da provare almeno una volta nella vita. La terribile desertificazione che ha creato il prosciugamento del lago d'Aral, per rendersi conto dell'importanza dominante della natura. Le tre città Uzbeke, Khiva Bukhara e Samarcanda così diverse ma ugualmente affascinanti. La fantastica cordialità della popolazione Russa meridionale. La campagna della Russia, immensi prati intervallati da boschi e piccoli paesi che sanno di antico. Le monumentali città Kazake, con architetture nuovissime che richiamano ancora la passata dominazione sovietica. Poi sulla via del ritorno la fantastica monumetale Piazza Rossa, uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visto e infine l'impareggiabile centro storico di Cracovia. Voglio citare Auschwitz e Birkenau, tutti dovrebbero vedere queste vergogne dell'umanità perchè queste cose non si possano più ripetere. Ecco, nel bene e nel male cose provocano emozioni diverse ma ugualmente forti.

Le strade del tour

In Turchia, la E70 lungo la costa del Mar Nero è scorrevole anche se attraversa alcuni centri abitati, dovendo raggiungere la Georgia a Batumi la preferisco a quella centrale attraverso Erzurum. In Georgia la cosa cambia, il primo tratto della E70 è impervio, strada stretta e tutte curve con molto traffico, quando diventa E60 è molto buona e in alcuni tratti a 4 corsie fino allo svincolo verso nord, E117 che conduce in Russia attraverso il Caucaso qui ci sono molti lavori in corso che in caso di pioggia possono essere anche difficoltosi da superare. In Russia la E50 prima e la E119 sono ottime, peccato per le 2 deviazioni di centinaia di km per le interruzioni verso Astrakan. Veniamo al Kazakhstan, non esiste la mezza misura, o strade splendide oppure terribili. La A27 dal confine verso Atyrau è asfaltata ma con buche enormi e creste di asfalto pericolosissime. A Dossor non proseguite la A27 per Aktobe, 400 km. di sterrato terribile senza benzina, in compenso verso Beyneu è perfetta, come un biliardo. Gli 80 km verso il confine Uzbeko non sono così terribili ma fattibili anche con gomme intermedie. In Uzbekistan il primo tratto dal confine fino a Jasliq sono tutti dossi e buche, molta prudenza poi la nuova autostrada conduce fino a Nukus e quindi nessun problema. Attraversare il deserto del Kyzylkum è tutta un'avventura ma stanno costruendo anche il secondo tratto di autostrada quindi fra qualche anno magari sarà tutto ok, non c'è benzina per quasi 400 km. Per il resto nulla di negativo da segnalare fino a Shymkent dove si prende la M32, la strada è ottima e completamente finita, segnalo solo l'assenza di benzina per 400 km da Aralsk fino a Karabutak. Per il resto del kazakhstan e tutta la Russia niente da segnalare.

Equipaggiamento

Abbigliamento traforato estivo, antipioggia e una maglia termica invernale, le temperature nella steppa sul Caucaso possono abbassarsi improvvisamente. Olio motore per il rabbocco, kit per lavare e ingrassare la catena, camere d'aria di ricambio e leve per smontare la gomma. Una buona dose di nastro americano non fa mai male, 2 fasce a cricchetto per ogni evenienza, un compressore che funziona con la presa 12V. Valigetta del pronto soccorso e repellente per zanzare. mi sembra di non aver onmesso nulla.